Occhi celesti, capelli lisci e biondi, mani energiche e dita prensili. Silvia è una giocoliera. Nella sua caravan, luminosa come il suo sorriso, sulle comode poltroncine del salotto, regala il suo racconto.
Una vita da circense
Sono figlia di circensi, una mamma funambula e un padre trapezista. Ho vissuto bambina nel circo di mio nonno, in Veneto. A dir la verità, era un nonno un po’ tirchio. Siamo andati in un altro circo, ma neanche lì si lavorava. Dopo vent’anni mio padre ha deciso di mettere un circo nostro. Così è nato il Circo Folloni. Sette fratelli, un bel nucleo. Adesso ognuno ha un suo circo. Volevamo offrire un bello spettacolo, far bella figura con la gente.
Tanti figli, tanti numeri
Il maestro è stato mio padre, ha formato saltatori a terra di salti mortali. Ah, una volta se ne facevano, ora molto meno. Adesso a Verona c’è una accademia per i figli dei circensi. Rimangono tutto l’anno, fanno la scuola normale e imparano numeri speciali, con grandi insegnanti, bravissimi. Escono dei veri artisti e tanti vanno all’estero. Ma può frequentare anche chi non è del circo.Mio marito è un Niemen. Uno dei tanti Niemen a portare avanti il nome del circo. Il nostro si chiama Production Niemen Circo Dylan. Io sono giocoliera, faccio numeri con le clave, i cerchi, le fiaccole col fuoco. Da ragazza il mio numero di giocoleria si faceva in squadra, cinque fratelli , con tanti cambi, riempivi la scena. Ricordo quando facevamo in sette il numero della moto, una scala, la moto attaccata. Noi sorelle uscivamo in pista vestite da spaziali. Alla gente piaceva, una soddisfazione anche per noi.
Difficile fare i giocolieri
E’ una brutta bestia quella del giocoliere. E’ un numero che capita di sbagliare. E mio figlio: “ Scusatela, ma è l’età!”. Allora io mi arrabbio perché magari quando esco un’altra volta in pista la gente si chiede, ma quanti anni ha questa signora, sembrava una ragazzina…. Perché tu mi vedi così senza trucco, con lo straccio e la scopa in mano. Ma quando sono truccata, con il costume, la bella pettinatura, beh è un’altra cosa, dai. Comunque capita anche ai ragazzi. Se sbagli una volta e ti agiti, può darsi che fai un altro errore. Devi mantenere la calma e sperare che vada tutto a posto. Quando vai in pista, la gente ti guarda. Importante è il portamento. Devi tenere l’attenzione delle persone, testa alta, spalle dritte, padrona della scena. Se vuoi l’applauso non puoi fare la musona. Un bel sorriso, e incontri gli occhi della gente.

Tanto lavoro, ma non si vede
Passi e il tendone è chiuso, ma dentro c’è qualcuno a far manutenzione, o si allena per gli esercizi. Si devono mettere i biglietti sconto nelle cassette della posta, appendere i cartelli per la pubblicità diversa in ogni posto, e costano molto le affissioni. “Vi aspettiamo numerosi questa sera, alle ore 21 al tal posto” . Si sente la voce di mio figlio dal megafono, verso le 7 di sera. Con la macchina gira per le strade. Noi facciamo ancora così. E funziona. La gente sente e dice, ecco è arrivato il circo. Magari non aveva visto i cartelli, invece la voce, quella ti arriva dentro in casa. In Comune sono stati molto gentili e anche i vigili ci hanno accolto bene. Qui a Chiari, è la prima volta. Proprio bello il parco con i giochi in via Rudiano dove abbiamo il tendone, i camion e le nostre caravan. Siamo rispettosi dei vicini, gente brava, generosa. Non alziamo troppo il volume della musica. Per noi è il nostro lavoro. Ma lo sappiamo, può dare fastidio.

Le spese sono tante
Venerdì, sabato e domenica viene un aiutante a fare il suo numero con le colombe. Anche lui è da pagare.Lo spazio per fermarci ha un costo. Pure le assicurazioni e la nafta dei camion. Poi l’energia elettrica, l’acqua. Paghiamo le nostre tasse, siamo in regola con tutto. Però ci sono periodi che non si lavora proprio. Per questo preferiamo rimanere una conduzione familiare, perché se non lavori non puoi pagare le persone che vengono a fare i loro numeri. In estate facciamo un’ora di spettacolo negli oratori. I bambini provano a fare i giocolieri, si sentono anche loro del circo. Oppure il gioco degli animali, una fila di bambini ripete il verso degli animali della fattoria. E scopri che tanti versi non li conoscono, quindi è un gioco utile. Fanno la gara del maiale. Chi fa meglio il verso viene incoronato il più bravo maialino dell’oratorio. Con il serpente, poi…uno spasso unico. Lo accarezzano, capiscono che non è velenoso! Si sentono coraggiosi. Siamo appena andati a Roccafranca. I bambini facevano coraggio al prete che scappava perché aveva paura del serpente.
Quando un figlio se ne va
Mia figlia Sheron con la sua bambina è andata in un altro circo. Se ti va via un figlio, ti va via anche una parte dello spettacolo. Sa fare il numero delle fasce. Sono appese, e lei scende a cascata, molto pericoloso. Viene un’altra ragazza a fare il numero di Sheron, e anche quello con i cerchi e antipodismo, vuol dire giocoleria alla rovescia, i piedi in alto e fai girare sopra una valigia, tappetini cinesi, una sigaretta lunga. Quando qualcuno della famiglia, un nostro parente si ammala noi seguiamo la malattia, non il numero del circo. Se qualcuno si ammala, si ferma tutto. Ci aiutiamo tra famiglie e curiamo chi ha bisogno.

La nostra speranza
Sono nata nel circo. Ce l’ho dentro. Non ti piacerebbe fermarti, mi chiedono. No, mi piace questa vita anche se è dura. C’è da montare e smontare sotto la pioggia, e la neve, al gelo. E capita proprio quando devi lavorare. Oppure fare i turni di notte con il riscaldamento acceso e controllare se sopra il tendone la neve si scioglie, altrimenti crolla tutto. Anche i figli ci tengono. Kevin annuncia tutto lo spettacolo, Dylan, il più piccolo, fa il clown e un numero con le biciclette. Mio marito Oscar faceva il giocoliere e con me il numero dei coltelli. Adesso, invece gira per l’Italia a cercare le piazze. Oggi è in Emilia. Vogliamo prendere un altro chapiteau, un tendone più grande, con altro personale e nuovi numeri. Questo piccolo lo teniamo, dipenderà dalle piazze. Forse ritorna anche mia figlia Sheron, ci spero tanto.
Non mi faccio fotografare volentieri. Faccio fatica a trovare una foto. Ecco questa, la tolgo dalla cornice. Sono a Vezza d’ Oglio prima dello spettacolo con Sheron e la mia nipotina Taylor. Adesso ha sei anni, fa la partner. Vuol dire che in pista lancia le palline ai giocolieri. Che vispa, che lingua, un’altra vera circense. E’ la nostra speranza!