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Letterrina di Natale, Maria Vittoria, 1931

Letterine di Natale

Lettere augurali per la ricorrenza religiosa del Natale, dalla collezione privata di Pietro Mastrantoni
Spiega il collezionista: “ L’usanza delle letterine augurali era molto sentita da bambine e bambini nelle ricorrenze religiose, in particolare  del Natale. Suggerite, dettate  in parte a scuola in occasione delle festività, oppure durante le ore del catechismo in preparazione dei sacramenti, la maggior parte è dedicata ai genitori. La dedica era solo per la madre o solo per la nonna, se i bambini erano orfani oppure se il padre era al fronte a combattere”.

                                                           

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Letterina in filigrana, Giulietta 1899

Letterina in filigrana e bella grafia nella letterina di Giulietta del 1899
 Buoni propositi e  riconoscenza sono i motivi ricorrenti nella preziosa  letterina di Giulietta datata 1899. Si scusa con i genitori perché forse, nonostante l’impegno, teme traspaia una sua insicurezza per non sentirsi adeguata alle loro aspettative. Traccia le righe a matita per essere certa di una scrittura ordinata e precisa: “ Ve la darò come è per darvi una prova della mia gratitudine per quanto fate per me”.

                                            

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Durante la guerra, un brindisi anche ai soldati e alla vittoria

Tra le letterine del periodo bellico per i genitori, il “figliolo Giannetto”  rappresenta sul frontespizio con un disegno a matita una croce stilizzata che esprime, nella scarna essenzialità, le difficoltà del vivere: “Prometto di essere buono e di studiare, per essere la vostra consolazione specialmente adesso in questi difficili tempi di guerra”. Termina frettoloso con una nota di esaltazione: “ Ed ora cominciamo il nostro pranzo Natalizio e brindiamo insieme alla salute nostra, dei nostri soldati ed alla vittoria delle armi Italiane”.

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Lettera di Giannetto, periodo bellico

In un disegno la magìa del Natale
Si firma Maria Vittoria la bambina che confessa la difficoltà nell’assecondare i genitori. Su un foglio doppio a righe di prima o seconda elementare modella una scrittura pulita e uniforme. Il semplice disegno raffigura un soleggiato paesaggio invernale dopo una nevicata. Restituisce la magìa del Natale in un’atmosfera di calma e serenità: “Pregherò il Bambino Gesù perché mi faccia perdere tutti i miei difetti che vi danno tanto dispiacere! Perdonate tutto, comincio proprio ad essere una bimba giudiziosa e di buon esempio”. Si congeda invocando, lei figlia-bambina, la benedizione per i genitori: “ Gesù Bambino vi benedica sempre e vi conservi sani e forti per tanti, tanti anni”.

                                        

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Letterina di Maria Vittoria, 1931

Vent’anni dopo
Anche Gabriella su foglio doppio a righe traccia un disegno a matita, forse adattando all’ultimo minuto un modello stilizzato. Per dare un tocco natalizio, anziché illuminare la capanna di un presepe, disegna una stella cometa sopra le campane in festa immerse in nuvole di colore che sembrano anticipare la primavera. Quindi  scrive: “ Sì dilettissimi, presso la culla del Divin Bambino vi prometto di diventare più obbediente, più studiosa.” La tradizione dei buoni propositi continua.

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Letterina di Gabriella, 1951

 Paolo forse si trova in collegio . E’ il primo Natale senza guerra. Dopo le consuete belle promesse, con qualche svista, ma con una grafia più personale, scrive ai genitori : “ Prego Gesù Bambino  di benedire la nostra famiglia” e di  accettare “ i miei auguri unitamente a quelli della Rev.da Superiora e della mia Sig. Maestra.

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Letterina di Paolo, 1945

In nessuna lettera si esprimono richieste materiali
 “ Quindi letterine  non per chiedere e ricevere doni -considera Pietro Mastrantoni- . Era tradizione mettere la letterina sotto il piatto del papà il giorno del pranzo di Natale, a sua insaputa. Spostando il piatto, con sorpresa avrebbe trovato la letterina da leggere a tutti i presenti. Per  bambine e bambini, la gioia risiedeva nel vivere l’attesa della festa, la nascita del Bambinello. E a mezzanotte nel presepe si adagiava Gesù Bambino nella mangiatoia.  

Babbo Natale è figlio del consumismo
Babbo Natale con la lunga barba bianca e il carro trainato da renne che porta regali ai bambini buoni comincia a farsi sentire più tardi, nell’era del benessere economico, espressione del consumismo e del venir meno di alcuni principi e valori”.                    

                                        

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Letterina di Daniele, 1970

Daniele si è impegnato a rendere il frontespizio sfavillante di colori e  brillantini, forse per rendere più accattivante e degna di considerazione la sua letterina: “ Caro Babbo Natale sono Daniele, sono un bambino di 7 anni. Ti scrivo per chiederti se mi puoi regalare la fionda e un bigliardino, nel giorno di Natale. Per il mondo, vorrei che portassi tanta serenità, per i miei genitori vorrei che regalassi tanta felicità e salute così mi possono comprare tutto quello che voglio.
P.S. Il tuo Daniele.

Altre lettere e cartoline nell’interminabile collezione
Da menzionare una lettera davvero unica, quella di Suor Teresa del Bambin Gesù del Volto Santo

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                                                       Quando Tu dormi, oh quanto
Dolce e gentil hai il riso!
Col mio più dolce canto

Ti vo’ cullar, Bambin di Paradiso!

Suor Teresa del Bambin Gesù
del volto Santo, Dicembre 1896