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Saadia, digitopittura su tela, 90x70

Saadia e l’arte della pittura con le dita

Saadia viene da una famiglia numerosa della campagna al centro del Marocco, dove solo i maschi potevano studiare. Le ragazze aiutavano in casa e in campagna, fino al matrimonio.


A Casablanca le ragazze andavano a scuola

Quando sono andata in vacanza in città ospite di mia zia, ho scoperto che lì le femmine studiavano. Chiesi a qualcuno di indicarmi l’indirizzo di una scuola. Un uomo mi rispose che di scuole in zona non ce n’erano. Mi seguì fino a casa e dopo qualche tempo mi  invitò a uscire. Quell’uomo sarebbe diventato mio marito.

Saadia, digitopittura su tela, 90×70

Dal Marocco in Franciacorta

 Abbiamo avuto tre figli. Negli anni Novanta, arriviamo in Italia e ci  stabiliamo in Franciacorta. Volevamo dare pari opportunità sia alle due femmine, sia al maschio. Li abbiamo fatti studiare, ora  sono professionisti affermati.

Saadia, digitopittura su tela, 90×70

Mi è sempre rimasto uno spirito di rivalsa

Ero risentita per non aver potuto studiare. Volevo anch’io dedicarmi a qualcosa che mi gratificasse. Così un bel giorno, tutti i figli grandi, mi decido. Entro in un colorificio e compero colori a olio, a tempera, acquerelli. Ancora oggi entro da sola nei colorifici, voglio prendermi tutto il tempo che voglio per decidere le tinte. Verde è il mio colore preferito, il verde in tutte le sue gradazioni sui vestiti come sulla tela.

Dipingo con le dita

Non ho studiato la tecnica della pittura con il pennello. Dipingo con le dita, uso l’indice. Dipingo sul tavolo anche se mio figlio mi ha regalato un cavalletto da pittori. Proteggo il tavolo con un telo di plastica. Metto il dito nel colore, lo passo sulla tela e mi lascio guidare. Uso il pennello solo per appoggiare il colore sulla tela. Sfumo i colori con una pezzetta. Così, con un tocco deciso. L’opera che ne uscirà non lo so nemmeno io. Una cosa è certa: intorno, quando mi dedico alla mia passione, non deve esserci nessuno.

Saadia, digitopittura su tela, 90×70

I miei dipinti non hanno titolo

 Mi lascio guidare dall’istinto, dalle sensazioni.  Il mio lavoro può durare anche quattro, sei ore sempre in piedi, senza mai staccare, finché sento che non ho più niente da dire. Mi fermo e dico:- Ciao, finito. E non lo modifico più. Lo appoggio insieme agli altri in una stanza, una vecchia cameretta con tutti i  miei lavori accatastati, come in un archivio.

Saadia al lavoro

La soddisfazione è realizzare la propria passione

Le mie opere non le regalo e in casa ho appeso solo due quadri. Nessun dipinto ha un titolo, non do spiegazioni. Lascio a chi guarda una libera interpretazione, proprio  come io mi sono sentita libera di esprimermi sulla tela. La mia soddisfazione è sentirmi bene quando lavoro alle mie opere, riuscire a realizzare la mia passione.

Saadia, digitopittura su tela, 90×70

Il tratto personale è irripetibile

All’inizio lavoravo sulla carta con i colori e con la biro, ma poi buttavo tutto. Ancora oggi i miei figli o il marito mi propongono di frequentare corsi si pittura oppure visitare mostre, perché non conosco la storia dell’ arte. Per caso l’estate scorsa, ad Antibes ho visitato il museo di Picasso e devo dire che mi sono molto entusiasmata.  Ma io pongo resistenza, non voglio avere condizionamenti. Credo che il tratto personale non sia riproducibile, è unico, irripetibile. E questo, mi dicono, è un valore aggiunto.

Saadia, digitopittura su tela, 90×70

Da bambina trovavo la mia  serenità nella natura  

Ricordo da piccolina infilavo catenelle di fiori su un filo di foglie. Ecco, forse sono partita da lì.  Mentre i fratelli andavano a scuola,   io giocavo in mezzo alla natura e  usavo i fiori e le foglie per  fare  collane. A fili di fiori  davo forme variegate, li adagiavo sulla terra o li appendevo ai rami dell’albero fuori casa.   Passavo il tempo a osservare come il vento li muoveva dando loro una forma. Ricordo i papaveri rossi, le margherite e le rose.

Nel cuore della Franciacorta anche una mia opera

Franciacorta, Erbusco “Un chilometro di tela. Mille metri da decorare”

Solo in un’ occasione  nel 2022 ho esposto una mia opera nel cuore della Franciacorta. A Erbusco, nell’ambito dell’ iniziativa “Un chilometro di tela. Mille metri da decorare ”. In un angolo di terra racchiuso in una villa palladiana, chi vuole affitta uno spazio e dipinge sul posto la propria opera. La  lascia in esposizione dieci giorni. E così un vigneto si riveste di arte.

Il tempo della pittura per me è un tempo di pace e libertà

Sarebbe bello fare una mostra personale. Però mi intimorisco forse perché sono autodidatta. Ma forse un giorno… chissà!